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ALLEANZE DI ESTREMA DESTRA PER SILVIO BERLUSCONI :FASCISMO NON OLET
Feeling elettorale tra la nipotina del duce e Sua Emittenza. Compresi i neofascisti Roberto Fiore e Adriano Tilgher.
Giuseppe Scaliati  -  la Voce della Campania  -  25/10/2005













DA QUANDO Silvio Berlusconi ha cominciato a sentire puzza di sconfitta sta richiamando all’interno della Casa delle Libertà Alessandra Mussolini, leader del cartello neofascista Alternativa Sociale. I corteggiamenti sono continui, a partire dalle dichiarazioni dei due politici fino alla visita della nipote del duce in Sardegna nella villa del premier. Fra l’altro, prima dell’incontro, Alessandra aveva affermato pubblicamente di essere in contatto con Berlusconi «perché l’isolamento non paga».

Pensare che fino qualche settimana fa, proprio Alessandra sosteneva che la sua coalizione era una alternativa ai due poli. Quale sarà il suo atteggiamento verso gli ex colleghi di partito, ai quali non perde occasione per riservare parole di fuoco, ma che rappresentano un punto fermo della coalizione di Berlusconi? Non a caso, dopo le voci, stavolta più insistenti, dei soliti ammiccamenti tra la nipote del duce e il Cavaliere, il ministro Gianni Alemanno ha immediatamente frenato. Di parere diverso è invece Silvano Moffa, responsabile del programma elettorale di An, il quale sostiene che è ragionevole riaprire un dialogo e costruire un’intesa programmatica, non solo elettorale, con la nipote del duce: il tutto però senza specificare se all’intesa debbano partecipare gli alleati, Adriano Tilgher e Roberto Fiore, per anni latitante in Inghilterra dopo una sentenza definitiva a nove anni e mezzo di galera per banda armata. In ogni caso la Mussolini avrà sicuramente non pochi problemi con i suoi alleati. Fiore e Tilgher hanno più volte manifestato tutto il loro disappunto ad ogni eventuale accordo con il centrodestra minacciando persino di uscire dal raggruppamento.

A dire il vero, solo Fiore si è dimostrato più disponibile ad un eventuale accordo, seppur a condizioni poco accettabili per il Cavaliere. Infatti, la segreteria nazionale di Forza nuova ha ribadito che il sostegno di Alleanza sociale al centrodestra verrà assicurato solo alle seguenti condizioni: a) revisione della Bossi-Fini in senso restrittivo, allontanamento di tutti i clandestini e revisione immediata dei permessi dati a cittadini di zone a rischio terrorismo; b) assegno di 400 euro alle madri che rimangono incinte, sino al terzo anno di età del bambino, quale contributo alla famiglia italiana; c) ritiro delle truppe dall’Iraq e reimpiego delle stesse nelle zone del nostro paese dove regnano mafia e malavita; d) abrogazione della legge Scelba e della legge Mancino, con conseguente chiusura dell’era antifascista; e) abbandono della posizione espressa dal governo in favore dell’entrata della Turchia in Europa; f) protezione dell’impresa italiana contro il dilagare dei prodotti cinesi.

Difficile digerire un simile “pacchetto” anche per un premier alla frutta. «In ogni caso non è chiaro se Berlusconi ha intenzione di far traslocare nella sua Casa delle Libertà solo la Mussolini o tutta la coalizione – commentano alcuni a Montecitorio – alla fine forse si arriverà ad una rottura di Alternativa Sociale con successivo trasloco della Mussolini e del suo minuscolo movimento, Azione Sociale, nella Casa delle Libertà. Lei avrà un collegio sicuro, e fornirà la sua piccola manciata di voti a Berlusconi». «Meno probabile - aggiungono altri - che il Polo metterà in atto con Alternativa Sociale una sorta di desistenza, come fece alle regionali 2000 e alle politiche 2001 con l’allora MS Fiamma tricolore di Pino Rauti». In questo modo, però, la Cdl garantirebbe alla coalizione della Mussolini un paio di eletti sicuri (o meglio uno, il collegio solito di Ischia), che invece, a sua volta, assicurerà alla Casa delle Libertà quei voti locali che in alcuni collegi possono essere senza dubbio determinanti.


AVANTI AUSONIA

Ma Sua Emittenza sta strizzando l’occhio anche ai fantomatici secessionisti meridionali della Lega Sud Ausonia. Non a caso da qualche mese sono iniziati gli incontri-confronti tra il partito del Cavaliere e il movimento meridionalista. Le relazioni per Forza Italia sono tenute dall’inossidabile Giuseppe Gargani, responsabile giustizia degli azzurri, storico esponente della Dc e poi del Ppi. La Lega Sud Ausonia, che raccoglie al suo interno anche una serie di altri sparuti movimenti e associazioni meridionaliste, filoautonomiste e federaliste, è un movimento fondato da Gianfranco Vestuto, immobiliarista ed editore napoletano, ex consigliere circoscrizionale a Napoli (zona Fuorigrotta) per il MS-FT di Pino Rauti. Nel 1996, ad un anno dalla fondazione, Vestuto inizia l’idillio politico con la Lega Nord di Umberto Bossi, poiché uniti - a suo modo di vedere - dalla comune ideologia federalista.

L’intesa dura poco. Dagli scambi di cortesia e alle varie intese si passa quasi subito agli insulti, cosa che però non impedisce nel 2001 l’accordo tra la Lega Sud Ausonia e la coalizione del Cavaliere (che comprende anche la Lega Nord) alle elezioni che poi risulteranno vincenti per la Casa delle Libertà. Galvanizzato dalla vittoria del centrodestra - il suo movimento raccoglie una manciata di voti ininfluenti al risultato finale - e sperando in chissà quale gratitudine e riconoscenza, Vestuto annuncia, il 3 settembre 2001, tra l’indifferenza totale dei media, una improbabile quanto grottesca secessione in versione meridionalista. Infatti, dopo la Padania di Bossi, l’ex missino proclama il 14 settembre a Melfi, in Basilicata, la nascita dell’Ausonia Libero Stato del Sud, in contemporanea con quella del Nord.


Pochi nel Meridione si accorgono della cosa. Il Cavaliere “apre” alla Lega Sud dimenticandosi di quando qualche anno fa il movimento meridionalista collaborava con l’Italia dei Valori a raccogliere firme per il referendum contro il “Lodo Schifani”, noto anche come “salva Berlusconi”. Infine, accordandosi con la Lega Sud, il Polo finirà per arruolare anche il recente alleato dei secessionisti meridionali, Salvatore Marino, leader del movimento neo maschilista che si è candidato a governatore della Regione Abruzzo, appoggiato proprio dalla Lega sud.





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