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Nuova sede per Cuore nero
Il circolo neofascista aprirà i battenti il 6 settembre al posto del negozio Il sogno di Rohan
Saverio Ferrari  -   Osservatorio democratico  -  11/08/2008























È preannunciata per sabato 6 settembre l’inaugurazione a Milano della nuova sede di Cuore nero. In realtà si tratterà solo dell’allargamento dell’ex negozio Il sogno di Rohan, di via Pareto, che arriverà a includere anche la vetrina, girato l’angolo, in via San Brunone, fino a poco tempo fa di un esercizio che commerciava in oro. Una delle società di Lino Guaglianone l’ha acquistata e messa a disposizione di Nicoletta Cainero, moglie di Alessandro Todisco.
D’altro canto gli affari per Il sogno di Rohan da tempo andavano male. Magri gli introiti per la vendita delle magliette della linea “Calci e pugni”. Le spese superavano decisamente gli incassi. Da qui la decisione di trasformarsi a tutto tondo nella sede di Cuore nero. I lavori, in corso da tempo, sono stati a un certo punto bloccati dai vigili urbani per alcune irregolarità. Al momento non è dato sapere la situazione precisa. Resta il fatto che sono stati abbattuti i muri divisori che separavano i due negozi e che sono stati installati vetri antisfondamento. Diverse anche le telecamere, posizionate perfino al primo e al secondo piano della palazzina di fronte. Un piccolo bunker, proprio come piace ai nazisti.
Il tentativo è ora di accreditare Cuore nero come snodo all’interno della rete di Gianluca “Boccia” Iannone, che dopo la sua fuoriuscita dalla Fiamma tricolore ha costituito l’associazione Casa Pound Italia. Cuore nero non è, infatti, rimasto immune dalle rotture che stanno accompagnando l’estrema destra dopo le elezioni politiche dello scorso aprile. Diversi coloro che negli ultimi mesi hanno allentato i rapporti. Da Matteo “Stizza” Pisoni, per un po’ il braccio destro di Alessandro Todisco, a un gruppo di militanti che si sono riavvicinati agli Hammer che il prossimo 18 ottobre apriranno una loro sede, la nuova Skinhnouse, a Paderno Dugnano.
Sull’onda del fallimento del progetto unitario Destra-Fiamma e dei forti contrasti interni al partito di Luca Romagnoli, che in maggioranza sembrerebbe ipotizzare un fiancheggiamento se non addirittura una confluenza nel Popolo delle libertà, si sta infatti assistendo a una generale ridislocazione delle forze in campo. Il Blocco studentesco ha, a sua volta, abbandonato la Fiamma e fratture sono in arrivo anche per quel che riguarda La Destra di Francesco Storace. Una delle conseguenze, al momento, è una sorta di asse a Milano tra Forza nuova e gli Hammerskin. Il concerto nazi, poi vietato, inizialmente programmato per lo scorso 17 maggio alla palazzina Liberty, non ha caso si è successivamente svolto per pochi intimi all’interno dei locali di Forza nuova in piazza Aspromonte. Un’alleanza curiosa, basti pensare all’impronta integralista del partitino di Roberto Fiore e alla natura paganeggiante degli Hammer. Ma da queste parti non ci si deve meravigliare di nulla.
Roberto Jonghi Lavarini e Lino Guaglianone, intanto, come sempre, continuano a giocare su diversi piani. Da un lato hanno dato vita a Comunità in movimento, una specie di piccola lobby, per disporre di uno strumento con cui mantenere relazioni con la destra in generale, e i vertici di Alleanza nazionale in particolare, dall’altro perseverano nel sostenere Cuore nero. Nel caso di Guaglianone anche finanziariamente. La nuova sede è, in definitiva, il frutto di un suo atto di magnanimità. L’altro importante appoggio economico continua ad essere rappresentato da Andrea Malerba, figlio di un industriale di Pero, proprietario dei locali de Il sogno di Rohan.
Un’ultima annotazione: il vertice degli Hammer è al momento privo di una pedina. Dopo aver costituito un triumvirato, uno dei suoi membri, Norberto Scordo è finito a San Vittore con una condanna a sei mesi per una rissa, il 19 luglio scorso, alle colonne di San Lorenzo. Era già stato arrestato diversi anni fa, nell’agosto del 1992, per aver aggredito un giovane e una ragazza del centro sociale Leoncavallo. Il gruppo dei picchiatori era composto da sei teste rasate con martelli e bastoni. Con Scordo, nella squadraccia, anche Alessandro e Franco Todisco. Sempre loro.

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