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Taranto, spedizione punitiva contro il centro sociale
Sparatoria e un ferito grave al "Cloro rosso": si cerca tra la mala locale
Ciccio Voccoli  -  Liberazione  -  05/05/2009















Una sparatoria, un ferito grave e la percezione netta che a qualcuno continua a dare fastidio quel centro sociale così attivo e presente in un territorio di frontiera. E' questo il bilancio drammatico della notte tra il 30 aprile e il primo maggio, quando il "Cloro Rosso" di Taranto è stato fatto oggetto di una vera e propria spedizione punitiva. Perché di questo si è trattato.
Sono le due di notte del primo maggio quando alcuni balordi di quartiere provano a forzare l'ingresso del centro sociale tarantino dov'è in corso un concerto popolare. Il servizio d'ordine li blocca subito poiché percepisce il rischio di infltrazione da parte di soggetti legati al piccolo spaccio. Si tratta di sette-otto persone, che vengono allontanate con determinazione e che decidono di andarsene non senza prima aver lanciato oscure minacce di rivincita. Minacce messe subito in pratica: dopo appena dieci minuti, infatti, questa volta con il volto incappucciato ricompaiono davanti al cancello dando l'avvio a un'assurda e cieca sparatoria. Nonostante il fuggi-fuggi e le scene di panico tra ragazzi e ragazze (molti al di sotto dei vent'anni), gli attivisti di Cloro Rosso si avventano contro gli aggressori. Ne nasce una colluttazione che costringe i balordi a fuggire. Ma a terra rimane un ferito grave: si tratta di Riccardo Franchini, liceale, giovane comunista senza tessera. S'è beccato tre pallottole in corpo di cui due alle gambe e una appena al di sotto della cintura: ha dovuto subire un lungo intervento chirurgico.
Le indagini, subito avviate, sembrano indirizzate bene e si spera in risultati positivi già nelle prossime ore. Nel frattempo, però, la struttura è stata sottoposta a sequestro da parte della magistratura per tutte le verifiche del caso. Il centro sociale è situato in un quartiere periferico, il "Cep-Salinella", dove imperversano da sempre criminalità organizzata e traffico di stupefacenti di vario genere. In questo quartiere, da oltre un anno, i giovani hanno occupato una scuola in disuso, la "Martellotta", rimettendola praticamente a nuovo attraverso un lavoro di volontariato. Il centro ha messo a disposizione del quartiere la struttura, costruendo una palestra, una biblioteca, una sala per rappresentazioni teatrali, un grande spazio per concerti, una sala per il doposcuola dei ragazzini del quartiere, ricevendo solidarietà e suscitando apprezzamento da parte degli abitanti.
Cloro Rosso è un luogo di iniziative politiche e sociali e di aggregazione di vario genere. E' per questo che dà fastidio. Numerosi sono stati i tentativi della destra di far chiudere la struttura attraverso interrogazioni parlamentari e articoli di stampa. Ma tutto è stato vano anche per la solidarietà dell'amministrazione comunale e del sindaco Stefàno che li ha tutelati sotto ogni punto di vista.
In una conferenza stampa i giovani del centro sociale oltre a dare la vera versione dei fatti, hanno annunciato per sabato prossimo una manifestazione di massa dai caratteri nazionali. Immediate le manifestazioni di solidarietà per il diciottenne gambizzato. Ad esprimere la propria vicinanza al giovane ferito e ai ragazzi del centro sociale sequestrato - che «tentano di portare contributi di emancipazione in un contesto volutamente reso arido come quello jonico» - sono il comitato di quartiere città vecchia di Taranto, il presidio permanente "No discariche" e la cooperativa sociale Robert Owen di San Giorgio Jonico: «Allarmante il ritorno indiscriminato all'utilizzo di armi da fuoco e la facilità con cui queste possono essere reperite». Anche il segretario provinciale Prc parla di un agguato dalle tipiche modalità mafiose con cui la malavita ha ottenuto di far chiudere, per ora, Cloro Rosso. «Piena luce su questa brutta vicenda e piena agibilità ai ragazzi del centro sociale», infine, chiede il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero.


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