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Gli estremisti di “Militia” legati alle frange degli ultrà
Scoperti contatti dell’eversione “nera” con alcuni tifosi della Lazio
Valentina Errante - Il Messaggero - 24/05/2010
Ci sono anche i contatti con la tifoseria più estremista biancoceleste nell’inchiesta del pool antiterrorismo di Roma coordinata dal Luca Tescaroli su ”Militia”, il movimento neofascista e xenofobo che, secondo gli accertamenti del Ros e le intercettazioni, puntava al salto di qualità e a un’azione violenta contro Riccardo pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma.
Un’indagine ancora lontana dalla chiusura e balzata alle cronache solo per la perquisizione eseguita venerdì dal Ros. Un decreto firmato in fretta dal pm Luca Tescaroli, proprio per evitare i rischi di un salto di qualità e il passaggio dalle azioni dimostrative a quelle violente. Dal silicone nelle serrature dei negozi di commercianti ebrei, messo in atto nel gennaio del 2009 quando ventidue esercizi (otto gestiti da ebrei) si trovarono con le saracinesche bloccate, alle armi. E intanto sono gli stessi carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, delegati alle indagini, a esaminare i rapporti dei neofascisti con gli ultras della Lazio, protagonisti di scontri violenti e già coinvolti nelle inchieste dell’antiterrorismo.
E’ del 2008 l’operazione firmata dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti, che ha visto poi condannare per associazione a delinquere, lesioni e incendio a fini di odio razziale alcuni tra i protagonisti della guerriglia, scatenata a Roma l’11 novembre 2007. Dalle intercettazioni, anche in quel caso, emergeva con chiarezza il progetto xenofobo.
Intanto oltre a Stefano Schiavulli, ritenuto l’anima violenta dell’organizzazione, Massimiliano De Simone, Giuseppe Piersitè e Maurizio Boccacci, leader storico della destra estrema, tutti indagati per apologia di fascismo, diffusione di idee fondate sull’odio razziale e violazione della legge Mancino, c’è la posizione di altre dieci persone all’attenzione della procura. I magistrati hanno individuato anche contatti tra ”Milita”, «organizzazione di stampo nazional rivoluzionario», e le fasce più estreme della tifoseria laziale legate da sempre agli ambienti ”neri”. Indagini ancora in corso. Ed è questo uno dei punti sui quali la procura sta cercando di fare chiarezza.
I magistrati vogliono stabilire, tra l’altro, quanto in alto puntasse l’organizzazione e quali legami avesse con gli ambienti dell’eversione di estrema destra. Non a caso la massima attenzione è rivolta a quelle intercettazioni nelle quali emergono i nomi dell’estremismo degli anni buii. E’ il 29 marzo quando Schiavulli viene contattato telefonicamente da due amici che si trovano al concerto della ”Compagnia dell’anello”, gruppo storico della destra più nera. L’informazione è chiara «Ci sono tutti i personaggi storici dell’ambiente... Stefano Delle Chiaie, Francesco Bianco e Luigi Aronica».
Ma l’organizzazione avrebbe messo in atto anche una campagna contro il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Schiavulli è ritenuto l’autore di uno striscione piazzato in via Salaria: un metro e trenta di lunghezza per sei metri: «Alemanno con l’Anpi (associazione nazionale partigiani ndr) il più infame di tutti quanti»
E adesso ”Militia” avverte il sindaco e promette di diffondere «al momento giusto» un dossier ”pesantissimo” sul suo passato politico. «Alemanno non faccia lo stupido - ha detto Schiavulli in conferenza stampa, riportando le parole di Boccacci - se tiro fuori delle cose su di lui, come sindaco dura solo un’altra mezz’ora».
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