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Raduno nazi a Cinisello, è il giorno delle polemiche
Rifondazione comunista punta il dito su forze dell’ordine e gestori del Novovillage
Rosario Palazzolo - Il Giorno - 31/05/2010
Hanno suonato, ascoltato musica e si sono intrattenuti fino a tarda notte sotto un tendone tutto nero che non ha concesso nemmeno uno sguardo estraneo. Si è chiuso senza tensioni né incidenti, il raduno europeo degli hammerskins, i seguaci di una delle fazioni più estreme della destra sociale razzista e neonazista, che ieri ha portato a Cinisello Balsamo tra i 400 e i 500 aderenti provenienti da diversi Paesi europei. Per una notte le forze dell’ordine e soprattutto la politica cinesellese hanno tenuto il fiato sospeso, ma ora che è definitivamente caduta la minaccia di scontri e incidenti tra diverse fazioni ideologiche, la resa dei conti non tarda ad arrivare.
Cinisello, come ha sottolineato il sindaco Daniela Gasparini, non avrebbe mai accettato di ospitare una simile manifestazione, pur privata. Ma il sindaco è stato avvertito soltanto nel primo pomeriggio di sabato, a poche ore dall’inizio del raduno e ogni presa di posizione avrebbe potuto creare enormi problemi di ordine pubblico. Rifondazione comunista, che sabato pomeriggio dinanzi alla notizia del raduno ha dovuto mordersi la lingua e pregare gli aderenti e movimentisti dei centri sociali di non provocare disordini, è ora la prima a lanciare l’atto d’accusa.
«È intollerabile che ciò avvenga in una città come Cinisello da sempre caratterizzata da un forte sentimento anti fascista – afferma in un comunicato l’assessore Rosetta Riboldi che scrive a nome del partito. Il fatto che, inoltre, tutto ciò sia stato organizzato in gran segreto pone degli interrogativi inquietanti sulle responsabilità di questo evento. Perché il gestore del Novovillage ha concesso l’area a delle organizzazioni naziste? Perché la Questura e la Prefettura non hanno avvertito le autorità cittadine di quanto stava per avvenire sul loro territorio?».
Parole pesanti che cercano in almeno due capri espiatori le colpe di quella che viene definita «una macchia nella storia della città». Da un lato la questura e prefettura, colpevoli di non aver dato al sindaco nessuna comunicazione ufficiale in merito a quello che stava accadendo; dall’altro i gestori del Novovillage che hanno accettato di ospitare, naturalmente a pagamento, il raduno neonazista, senza troppi problemi.
Tanto più che l’area del Novovillage è un terreno comunale ceduto solamente in gestione gratuita a chi guida il Novovillage.
I gestori hanno più volte ribadito di aver ricevuto la richiesta per un normale concerto da parte di un’associazione. Giustificazione in parte plausibile, visto che i gruppi che fanno riferimento alla destra più estrema ultimamente cercano di mimetizzare il loro eventi per non ricevere dinieghi.
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